Liceo Classico "D'Annunzio" Pescara

COMUNICAZIONI SINDACALI

 

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“Manifesto per una didattica inclusiva”,

sottoscrivilo online

Il 17 aprile scorso è stato presentato alla stampa in videoconferenza il documento in sette punti dal titolo “A distanza, ma non troppo! La scuola al tempo del Covid-19. Manifesto per una didattica inclusiva”. Video della conferenza stampa.

In occasione del dibattito che si è aperto sull’utilizzo della didattica a distanza, il mondo della scuola, i pedagogisti e i commentatori si sono spesso divisi tra sostenitori e detrattori. Il nostro sindacato, pur esprimendo forti perplessità sul tema, ha mantenuto una posizione molto contestualizzata alla emergenzialità del momento, nel rispetto del faticoso lavoro che si sta effettuando nelle scuole. Il nostro fascicolo.

Con questo spirito intendiamo contribuire al dibattito in corso nel Paese con una proposta pedagogica costruttiva. Il Manifesto, elaborato con la partecipazione di pedagogisti e docenti, si propone come riflessione utile a comprendere che al centro della scuola c’è la sua specifica vocazione relazionale in presenza e che quanto si sta realizzando in questi giorni ha la funzione di sopperire al bisogno di colmare un vuoto. Continua a leggere la notizia.

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PON “Per la Scuola”: I ciclo, avviso per l’acquisto

di dispositivi digitali per la didattica a distanza

L’autorità di gestione (AdG) del Programma Operativo Nazionale “Per la scuola - Competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020,  con nota 4878 del 17 aprile 2020, ha emanato un Avviso pubblico finalizzato alla realizzazione di smart class per le scuole statali del primo ciclo. All’avviso possono partecipare anche gli istituti omnicomprensivi statali e i convitti nazionali.

Si tratta del primo intervento del PON Scuola a supporto delle scuole che vogliono attivare forme di didattica a distanza a seguito dell’emergenza epidemiologica connessa al diffondersi del Coronavirus e alle relative misure restrittive imposte alla popolazione. I finanziamenti sono pari a circa 77 milioni di euro ed ogni scuola può presentare un solo progetto che può essere finanziato per massimo 13 mila euro.

Le domande possono essere presentate dalle ore 10 del 20 aprile 2020 alle ore 15 del 27 aprile 2020.

In precedenza l’AdG

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Emergenza Coronavirus: notizie e provvedimenti

Cordialmente

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Al via i concorsi nella scuola.

Partecipa al nostro questionario

Dopo un confronto serrato con il Ministero dell’Istruzione, indisponibile ad accogliere le soluzioni prospettate dal sindacato, il 28 aprile sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i bandi di concorso per i docenti della scuola statale. I bandi sono in tutto quattro.

Scuola dell’infanzia e primaria

Il concorso per il personale docente della scuola dell’infanzia e primaria, che prevede 12.863 posti. Per saperne di più.

Scuola secondaria di I e II grado

  • Il concorso ordinario per il personale docente della secondaria di I e II grado, che prevede 25.000 posti. Per saperne di più.
  • La procedura straordinaria per l’immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di I e II grado che prevede 24.000 posti: si tratta del concorso riservato ai precari con almeno 3 anni di servizio. Per saperne di più.
  • Percorsi abilitanti scuola secondaria di I e II grado destinato ai precari con 3 anni di servizio, anche delle paritarie e quelli già di ruolo che vogliono conseguire un’abilitazione. Per saperne di più.

Per la scuola rimane sempre necessario uscire dall’emergenza dell’abuso del lavoro precario sul quale siamo nuovamente intervenuti con un documento che sintetizza alcune soluzioni su supplenze, graduatorie d’istituto, procedure per titoli e percorsi abilitanti. Leggi le nostre proposte.

Su questi stessi temi abbiamo anche avviato un sondaggio. Un modo per dare la parola ai lavoratori precari, ai neo laureati e docenti di ruolo che vogliono un’ulteriore abilitazione, per fare emergere le loro esigenze e far conoscere le nostre proposte. Compila il questionario.

 

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Scuola: indicazioni del Ministero

per l’avvio della Fase 2

La nota 622 del 1° maggio 2020 del Ministero dell’Istruzione ribadisce che l’avvio della Fase 2 previsto dal DPCM 26 aprile 2020 non prevede alcuna modifica delle disposizioni previste dall’articolo 87 della legge 24/20 di conversione del DL 18/20 e conferma l’adozione del lavoro agile quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni, ivi comprese le istituzioni scolastiche. 

Pertanto dal 4 maggio e fino al 17 maggio, salvo nuove disposizioni, continua la collocazione in modalità lavoro agile del personale amministrativo e tecnico mentre il lavoro in presenza sarà assicurato solo per le prestazioni indifferibili. Dunque, a scuola fino a nuove disposizioni, il personale ATA sarà presente nelle sedi, come è avvenuto finora, esclusivamente per motivi indifferibili.

Una nota utile e tempestiva emanata su nostra sollecitazione al fine di mettere in chiaro gli esatti termini della questione nei confronti di quelle scuole che avevano programmato da lunedì 4 maggio il rientro di tutte le unità di personale ATA. 

Risolto questo problema contingente, rimane l’urgenza di redigere un protocollo specifico sulla sicurezza nelle scuole. Il Ministero dell’Istruzione dopo le sollecitazioni del sindacato ha convocato un tavolo di confronto per mercoledì 7 maggio, nel corso del quale si discuterà in particolare della gestione degli esami di Stato. Leggi la notizia.

 

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Il lavoro sconfiggerà il virus.

Ripensiamo il nostro modello di sviluppo

mettendo al centro la conoscenza

Carissime e carissimi,

celebriamo questo primo maggio con tono mesto e senza manifestazioni e bandiere. Avremmo dovuto essere a Portella della Ginestra, simbolo mai sconfitto della lotta del nostro sindacato e del mondo del lavoro contro ogni mafia e contro ogni aggressione mafiosa alla libertà alla democrazia, ai diritti. In quel Primo maggio del 1947 una folla di lavoratrici, lavoratori, uomini, donne e bambini fu colpita dalle raffiche di mitra della banda di Salvatore Giuliano. In tanti si erano ritrovati per festeggiare la vittoria elettorale del Blocco del Popolo (l’alleanza tra socialisti e comunisti) alle elezioni regionali del 20 aprile e per ascoltare il discorso dei dirigenti della CGIL in occasione della Festa dei lavoratori. Furono undici le persone uccise sul colpo, più di sessanta i feriti. Ad appoggiare Giuliano erano poteri mafiosi, frange dell’autonomismo siciliano e forze che intendevano garantire il perpetuarsi degli equilibri di potere anche nel nuovo quadro istituzionale e politico del Dopoguerra, e intimidire le masse contadine che reclamavano la terra. Ricordare la strage di Portella non è banale, né rituale. Perché la memoria non può essere banale, né rituale, soprattutto quando i testimoni diretti non ci sono più e nuove generazioni si sono affacciate alla vita. La memoria e la Storia sono un ingrediente fondamentale per rendere viva la conoscenza e il sapere e viceversa, perché da quella vicenda si possa trarre una lezione sempre attuale di antifascismo, di lotta per la libertà e la democrazia, di lotta contro la mafia. Da Portella lanciamo, qui ed ora, come CGIL e come FLC, un forte messaggio di speranza e di futuro alla nazione, perché tanti sono coloro che vivono condizioni di angoscia e di ansia per un’altra forma di tragedia che si consuma a causa della pandemia. Lasciatemi inviare a tutte le vittime un abbraccio affettuoso a nome di tutta la FLC CGIL.

La crisi economica sta falcidiando l’occupazione ovunque, e crea milioni di disoccupati e di nuovi poveri. Con l’appendice delle infiltrazioni mafiose nei capitali delle aziende in crisi. Il rischio concreto è quello di uscire da questa situazione più poveri, più diseguali e meno liberi. E tuttavia, ha ragione Maurizio Landini: è il lavoro che sconfiggerà il virus, il mondo del lavoro sta dimostrando una forza ed un senso di responsabilità che commuove e inorgoglisce. Ecco perché è necessario pensare ad un nuovo Statuto dei diritti ed elaborarlo in funzione della creazione di un nuovo modello di sviluppo, fondato sul rispetto dell’ambiente, dell’ecosistema, sulle necessità e sui bisogni delle persone piuttosto che sul profitto. A partire da lavoratrici e lavoratori dei settori della conoscenza.

È opportuno, questo primo maggio più che mai, inviare un ringraziamento verso lavoratrici e lavoratori della sanità, dell’istruzione, della ricerca e della cultura, nel pubblico come nel privato, che hanno retto in modo straordinario ed efficace l’impatto devastante del virus sulla popolazione. In particolare, nonostante le mille difficoltà, il mondo dell’istruzione e della ricerca con tutte le professionalità che lo compongono ha dato prova di enorme responsabilità e impegno, evitando di lasciare sole intere generazioni e sostenendo, comunque, le ragioni del sapere, della conoscenza e della ricerca contro le ansie e le paure aggravate dall’isolamento. Tuttavia, nel tempo della pandemia, le già forti disuguaglianze presenti tra territori e nei territori, tra ricchi e poveri, tra chi ha possibilità nella famiglia di origine e chi nemmeno se le sogna, si sono ancora di più approfondite. È emersa la necessità di rilanciare e di battersi, in modo incisivo e determinato, per la scuola della Costituzione.

Dobbiamo dirlo con molta forza proprio in questo complicato primo maggio del 2020: i sindacati sono un baluardo della Costituzione e della democrazia, rappresentano valori e bisogni di milioni di lavoratrici e lavoratori. Nei prossimi giorni sarà necessario un impegno straordinario per far ripartire il nostro Paese innanzitutto mettendo al centro la salute e la sicurezza. Avremo bisogno di soluzioni efficaci per tutti i problemi che si presenteranno a partire dalla necessaria tutela dell’occupazione nei settori che già oggi vivono una crisi profonda. Avremo bisogno di correggere la rotta degli ultimi anni in cui l’interesse pubblico è spesso stato sacrificato sull’altare di profitti facili. Per affrontare questa crisi serve necessariamente uno Stato protagonista dell’economia ma con un cervello strategico che metta insieme programmazione economica e nuovo sviluppo fondandolo su scienza e tecnologia nell’unica direzione possibile: quella della sostenibilità ambientale e sociale.

Uno Stato che sia capace di garantire per prima cosa i diritti costituzionali fondamentali a tutti indipendentemente dal luogo in cui vivono.

Uno Stato più forte nelle sue infrastrutture fondamentali, quelle che devono presidiare i diritti costituzionali, è evidentemente il contrario delle soluzioni autonomistiche lanciate prima che il virus mettesse a nudo i disastri di certe derive. Quel che abbiamo compreso dalla lezione di questi mesi è che il servizio sanitario, come quello dell’istruzione, dev’essere universale e pubblico, senza se, senza ma, e senza deroghe. Basta con la logica del profitto sulla pelle delle persone. Ecco perché da questo presente deve nascere un futuro diverso, più giusto, più uguale, meno discriminatorio e più inclusivo, e noi ci batteremo per realizzarlo.

L’istruzione e la scienza sono insieme alla sanità le principali articolazioni dello Stato quelle da cui si dovrebbe ripartire se davvero vogliamo noi determinare un salto di paradigma che attualmente non è affatto dato e non si realizzerà senza il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori.

Un virus letale ha messo a nudo debolezze e fragilità del nostro modo di vivere Ora, abbiamo l’opportunità di correggere il sistema. Vogliamo un Paese che sappia ridisegnare l’economia basandosi sulla sostenibilità ambientale, sulle produzioni eco-compatibili, sul riassetto del territorio, sull’innovazione, la scuola, la formazione, la ricerca e la conoscenza. Vogliamo un Paese che investa nel Mezzogiorno e in altre aree depresse, soprattutto dell’interno. Vogliamo un Paese che ponga a fondamenta della sua azione la coesione sociale a partire dalla riaffermazione costituzionale della centralità del lavoro, della partecipazione, dell’universalità del sistema sanitario pubblico, della qualità dei servizi sociali per gli anziani, per le famiglie, per le donne, per i giovani. Vogliamo e ci batteremo per un’Europa nuova, solidale, orgogliosa della sua dimensione sociale, capace, con i suoi valori di libertà, accoglienza e democrazia, di competere ed essere punto di riferimento nel mondo.

Anche nella pandemia, la CGIL è stata nel Paese e con il Paese, sostenendo le persone, le famiglie, lavoratrici e lavoratori. Così abbiamo fatto noi della FLC, a sostegno di bisogni e necessità di chi lavora e vive nelle scuole, nelle università, nei centri di ricerca, nelle istituzioni dell’Afam, nella formazione professionale. E così continueremo a fare, per i diritti e la libertà, di tutti.

Buon primo maggio.

Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL

 

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Nota sindacale anief del 5 maggio 2020

Ai Dirigenti Scolastici delle scuole di ogni ordine e grado

Al Personale Ata delle scuole di ogni ordine e grado

Alle Rsu d'istituto

LORO SEDI

Da trasmettere per via telematica a tutto il personale della scuola e affiggere all’albo sindacale on line ovvero in apposita sezione del sito dell'istituzione scolastica.

 Per scaricare la nota sindacale clicca sul seguente link: NOTA_AI_DS_assemblee_sindacali_ATA.pdf

NOTA SINDACALE DEL 5 maggio 2020 NON TROVERAI NESSUN ALLEGATO PER APRIRE LA NOTA CLICCA QUI ( NOTA_AI_DS_assemblee_sindacali_ATA.pdf)

 

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Emergenza sanitaria e lavoro ATA

durante lo svolgimento degli esami di Stato

#ATAnews è una rassegna specificatamente dedicata dalla FLC CGIL nazionale al personale ATA. Propone periodicamente un riepilogo correlato alle notizie più significative, pubblicate sul sito nazionale per valorizzare la collocazione dei lavoratori ATA nella vertenza generale sulla professionalità e sul contratto. È un resoconto centrato sulle nostre attività politico-sindacali-legali e sui risultati ottenuti.

In questo numero ci soffermiamo sul lavoro ATA e lo svolgimento degli esami di Stato, con una particolare attenzione al profilo di collaboratore scolastico.

Scarica il n. 4/2020.

Da affiggere all’albo sindacale di tutti i plessi della scuola ai sensi del vigente contratto di lavoro.

 

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“Lavoro agile” per il personale ATA

anche dopo il 4 maggio

#ATAnews è una rassegna specificatamente dedicata dalla FLC CGIL nazionale al personale ATA. Propone periodicamente un riepilogo correlato alle notizie più significative, pubblicate sul sito nazionale per valorizzare la collocazione dei lavoratori ATA nella vertenza generale sulla professionalità e sul contratto. È un resoconto centrato sulle nostre attività politico-sindacali-legali e sui risultati ottenuti.

In questo numero ci soffermiamo in particolare su una nota ministeriale utile e tempestiva emanata su nostra sollecitazione. La nota chiarisce che il DPCM del 26 aprile 2020, nel definire le misure attuative urgenti di contenimento del contagio dal 4 maggio in avanti, non introduce alcuna novità sulle attività lavorative in presenza nelle scuole.

Scarica il n. 3/2020.

Da affiggere all’albo sindacale di tutti i plessi della scuola ai sensi del vigente contratto di lavoro.

Per l’informazione quotidiana: www.flcgil.it/scuola/ata.

Siamo anche presenti su FacebookTwitter e YouTube.

Cordialmente

FLC CGIL nazionale

 

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Scuola: avviato il confronto

sul protocollo per la sicurezza

A seguito delle nostre pressanti richieste sulla necessità di adottare anche nelle istituzioni scolastiche misure per il contrasto al contagio da COVID-19, il 7 maggio si è tenuto un incontro convocato dal Ministero dell’Istruzione con i sindacati.

Obiettivo dell’incontro definire i contenuti di uno specifico protocollo finalizzato a garantire che la ripresa delle attività in presenza avvenga assicurando ad alunni e personale della scuola le indispensabili condizioni di sicurezza.

Continua a leggere la notizia.

 

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Scuola: ultime notizie su organici,

esami di Stato, valutazione, libri di testo

In un contesto in cui si stanno definendo le assegnazioni alle province e alle scuole dei posti in organico di diritto dei docenti, sul nostro sito abbiamo pubblicato una scheda di approfondimento che, analizzando i contenuti della nota ministeriale 487/20, riprende la normativa vigente in tema di formazione delle classi e delle cattedre nello specifico di ogni grado di scuola e ordinamento. Continua a leggere la notizia.

Uno specifico incontro di informativa sugli organici ATA e il bando per la graduatoria nazionale del personale neoassunto ex LSU è previsto per venerdì 15 maggio. Continua a leggere la notizia.

Il 13 maggio il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), riunito in videoconferenza, ha espresso i previsti pareri su tre ordinanze che il Ministero dell’Istruzione si appresta ad emanare (in attuazione del DL 22/20) per garantire la regolare conclusione dell’anno scolastico. I pareri espressi dal CSPI all’unanimità riguardano in particolare le misure relative alla valutazione finale degli alunni e agli esami di Stato nel primo e secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020. Continua a leggere la notizia.

Nella stessa giornata ai sindacati è stata fornita l’informativa sulle immissioni in ruolo dei docenti sui “cosiddetti” posti quota 100 dell’anno scolastico 2019/2020, complessivamente 4.500 postiContinua a leggere la notizia.

Il giorno seguente, 14 maggio, la Direzione per gli Ordinamenti del Ministero dell’Istruzione ha invece illustrato ai sindacati i contenuti della prossima ordinanza ministeriale relativa alle adozioni dei libri di testo per il prossimo anno scolastico. Leggi la notizia sull’incontro e il nostro commento.

 

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Garanzia di sicurezza per gli esami di Stato:

sottoscritto il protocollo

Nel primo pomeriggio del 19 maggio è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa fra Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto e dell’Area dirigenziale FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, Anief, ANP e Dirigenti scuola.

L’obiettivo del protocollo è quello di garantire la sicurezza agli studenti, alle commissioni d’esame e al personale ATA durante lo svolgimento degli esami di stato del secondo ciclo contro il pericolo di contagio da COVID-19.

La nostra organizzazione ha voluto fortemente strumenti diretti di controllo delle condizioni di sicurezza a diversi livelli: nazionale, regionale, di singola scuola. L’esame di Stato in presenza deve rimanere un evento scolastico importante con la massima garanzia di tutela della salute di studenti, docenti, dirigenti e di tutto il personale scolastico.

I punti salienti del Protocollo d’intesa e il commento dei sindacati.

Protocollo d’intesa | Documento tecnico | Convenzione Croce Rossa - Ministero dell’Istruzione.

 

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Scuola: proclamato lo stato di agitazione

Mentre è in corso in Senato l’esame del Decreto scuola che, tra i suoi obiettivi, ha l’immissione in ruolo di 24.000 docenti precari con almeno 36 mesi di servizio, i cinque maggiori sindacati del settore, del tutto insoddisfatti delle mediazioni politiche raggiunte fra i gruppi di maggioranza, hanno inviato ai ministeri competenti una richiesta di svolgimento del tentativo di conciliazione, sancendo formalmente lo stato di agitazione della categoria.

Gli esiti dell’incontro notturno di maggioranza hanno definito un quadro che ora deve passare il vaglio parlamentare, ma dai sindacati arriva un giudizio di totale insoddisfazione.

problemi della scuola erano tanti e urgenti già prima che irrompesse l’emergenza della pandemia: progettare un ritorno alla didattica in presenza, di cui tutti avvertiamo impellente bisogno, significa oggi mettere in campo uno sforzo straordinario, fatto di investimenti, ma anche di rispetto e valorizzazione delle energie professionali di cui la scuola dispone, mettendo le istituzioni scolastiche in condizione di esprimersi e di operare al meglio.

Continua a leggere la notizia

 

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Con questa comunicazione mettiamo a disposizione gli ultimi tre numeri del giornale della effelleci.

Il primo è dedicato al nostro documento “La valutazione delle scuole punizione o opportunità?” con analisi e proposte.

Il secondo contiene suggerimenti e proposte sulla contrattazione di scuola nella sospensione delle attività dovuta all’emergenza sanitaria causata dal Cononavirus Covid-19.

Il terzo, infine, riporta il testo integrale della relazione di Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL, all’assemblea generale del 22 e 23 aprile e il documento che in quell’occasione è stato approvato.

Tra le proposte della casa editrice Edizioni Conoscenza segnaliamo l’ultimo numero di Articolo 33, il mensile per chi lavora nella scuola, nell’università, nella ricerca, nella formazione e del Pepeverde, un numero che ha tanto da raccontare e da consigliare.

Un’attenzione particolare, infine, per la preparazione dei candidati al concorso a cattedre. La casa editrice ha pensato di offrire dei pacchetti personalizzati, in offerta, per ogni ambito. Per saperne di più.

SCUOLA: I SINDACATI INDICONO

 

LO SCIOPERO PER L’8 GIUGNO

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Per l’informazione quotidiana, ecco le aree del sito nazionale dedicate alle notizie di: scuola statalescuola non stataleuniversità e AFAMricercaformazione professionale. Siamo anche presenti su FacebookTwitter e YouTube.

 

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Scuola, sciopero 8 giugno:

le ragioni della protesta. Come aderire

sindacati FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e FGU GILDA Unams hanno indetto lo sciopero di tutto il personale della scuola statale per l’intera giornata di lunedì 8 giugno. L’incontro che si è svolto il 29 maggio con il Ministero dell’Istruzione per il tentativo di conciliazione, in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione, ha lasciato infatti del tutto insoddisfatti i sindacati che l’avevano richiesto.

Eccezion fatta per l’aggiornamento delle graduatorie dei supplenti, proposta che aveva già trovato risposta risolutiva nel testo di conversione del Decreto Scuola approvato nei giorni scorsi dal Senato, su tutte le altre questioni esposte nella lettera inviata per il tentativo di conciliazione le organizzazioni sindacali hanno dovuto prendere atto della totale assenza di precisi impegni da parte dell’amministrazioneLe ragioni dello sciopero.

I sindacati promotori dello sciopero hanno anche sottoscritto un manifesto che sintetizza le loro richieste e le loro proposte per la ripartenza della scuola in presenza, in sicurezza, a partire da quello che manca e da ciò che serve e si può fare subito.

Per ciò che riguarda le procedure di comunicazione ed adesione allo sciopero restano confermate le consuete regole. Resta valido quanto previsto dalla normativa vigente (in particolare, l’accordo del 1999 di attuazione della legge 146/90 nel comparto scuola, allegato al CCNL 1998/2001), anche durante il servizio svolto a distanza (DaD e smart working) derivante dall’emergenza sanitaria.

I sindacati hanno predisposto una scheda con indicazioni utili, adempimentiprocedure modalità di adesione allo sciopero, anche per coloro che il giorno 8 giugno saranno impegnati negli scrutini finaliScarica la scheda unitaria.

Segui gli aggiornamenti sullo sciopero

 

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Nota sindacale ANIEF del 5 giugno 2020

Ai Dirigenti Scolastici delle scuole di ogni ordine e grado

Al Personale Docente, Educativo e ATA delle scuole di ogni ordine e grado

Alle RSU d'istituto

LORO SEDI

Da trasmettere per via telematica a tutto il personale della scuola e affiggere all’albo sindacale on line ovvero in apposita sezione del sito dell'istituzione scolastica.

Per scaricare la nota sindacale clicca sul seguente link: NOTA SINDACALE – Chiarimenti Ferie personale ATA

NOTA SINDACALE DEL 5 giugno 2020 NON TROVERAI NESSUN ALLEGATO - PER APRIRE LA NOTA CLICCA QUI ( NOTA SINDACALE – Chiarimenti Ferie personale ATA ).

 

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Scuola: sciopero e manifestazioni in tutta Italia

per chiedere la riapertura in sicurezza

Lunedì 8 giugno si è svolto lo sciopero generale del personale docente, dirigente e ATA della scuola indetto da FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams per rivendicare investimenti e garanzie per la ripresa delle lezioni a settembre in presenza e in sicurezza. E proprio all’insegna della sicurezza si sono svolte le centinaia di manifestazioni in tutta Italia, perché i sindacati hanno voluto evitare l’affollamento di una manifestazione nazionale. Le lavoratrici e i lavoratori hanno manifestato alcuni davanti alle proprie scuole, a Roma al ministero dell’Istruzione, altri con flash mob sparsi per le città. Un modo inedito e diffuso di far sentire la propria voce e dare visibilità a una significativa iniziativa sindacale. Le foto su Facebook.

La proclamazione dello sciopero dell’8 giugno è stata una scelta obbligata: troppa la distanza tra quanto necessario alla scuola pubblica per garantire la ripartenza a settembre in presenza e in sicurezza, e quanto assicurato dalla Ministra Azzolina. Il personale della scuola, le famiglie e con loro i sindacati, temono che le scuole possano non riaprire, o che riaprano in condizioni di emergenza. Ferma restando l’importanza di ricominciare il nuovo anno scolastico in presenza, visto che la didattica a distanza ha rappresentato una soluzione emergenziale che, purtroppo, ha creato disagi e diseguaglianze, è difficile, nelle condizioni date, assicurare il distanziamento e la sicurezza in aule scolastiche spesso sovraffollate o comunque non sufficientemente capienti.

Le ragioni dello sciopero che era già stato proclamato il 6 marzo, ma poi ritirato per senso di responsabilità, si sono addirittura moltiplicate in questi tre mesi che hanno travolto le condizioni di vita e di lavoro delle scuole.

Il ministero con il “Decreto Rilancio” ha stanziato per la scuola circa 1,4 miliardi di euro, una cifra già insufficiente prima della pandemia, figurarsi ora che i problemi e i bisogni sono cresciuti in modo esponenziale, mettendo a nudo le fragilità già presenti nel nostro sistema scolastico dopo da anni di tagli, disinvestimenti e precarietà del lavoro.

Lo sciopero, nonostante il momento difficile e le scuole ancora chiuse, è una scelta di campo ben precisa: dalla parte dei lavoratori e degli studenti, per una scuola sicura e di qualità. Perché la scuola pubblica diventi una risorsa strategica per un diverso modello di sviluppo e nulla sia più come prima.

 

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Emergenza sanitaria e lavoro ATA all’avvio

dell’anno scolastico, le proposte della FLC CGIL

#ATAnews è una rassegna specificatamente dedicata dalla FLC CGIL nazionale al personale ATA. Propone periodicamente un riepilogo correlato alle notizie più significative, pubblicate sul sito nazionale per valorizzare la collocazione dei lavoratori ATA nella vertenza generale sulla professionalità e sul contratto. È un resoconto centrato sulle nostre attività politico-sindacali-legali e sui risultati ottenuti.

In questo numero ci soffermiamo sul lavoro del personale ATA e le nostre proposte per la ripresa dell’attività scolastica il prossimo settembre.

Scarica il n. 5/2020.

Da affiggere all’albo sindacale di tutti i plessi della scuola ai sensi del vigente contratto di lavoro.

Per l’informazione quotidiana: www.flcgil.it/scuola/ata.

Siamo anche presenti su FacebookTwitter e YouTube.

Cordialmente

FLC CGIL nazionale

 

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PON “Per la scuola”: pubblicato l’avviso per la realizzazione

di smart class nelle scuole secondarie di II grado

L’autorità di gestione (AdG) del Programma Operativo Nazionale “Per la scuola - Competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020,  con nota 11978 del 15 giugno 2020, ha emanato un Avviso pubblico finalizzato alla realizzazione di smart class per le scuole statali del secondo ciclo.

Si tratta del terzo intervento del PON Scuola a supporto delle scuole che vogliono attivare forme di didattica digitale a seguito dell’emergenza epidemiologica connessa al diffondersi del Coronavirus e alle relative misure restrittive imposte alla popolazione

In precedenza erano stati emanati avvisi relativi al I ciclo (nota 4878/20) e all’istruzione degli adulti (nota 10478 del 6 maggio 2020).

Ogni scuola può presentare un solo progetto ed ogni progetto può essere finanziato per massimo 10 mila euro. Le candidature possono essere presentate dalle ore 10 del 16 giugno 2020 alle ore 12 del 24 giugno 2020.

L’avviso rientra tra le priorità delle Azioni #4 (Ambienti per la didattica digitale integrata) e #6 (Linee guida per politiche attive di BYOD) del Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD). A tal fine una parte delle risorse del PNSD saranno utilizzate per finanziare i progetti presentati dalle scuole collocate nelle Regioni più sviluppate.

questo link la scheda di lettura dell’Avviso.

In precedenza l’AdG aveva pubblicato una serie di FAQ relative alla realizzazione delle attività formative finanziate durante l’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo.

questo link la notizia sulla rimodulazione del piano banda ultra larga che stanzia 400 milioni di euro per collegare oltre 32 mila plessi.

 

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Esami di Stato 2020: evento da ricordare

e occasione per ripartire

Tra timori, precauzioni e la consueta emozione, il 17 giugno, circa 450 mila ragazze e ragazzi parteciperanno all’esame di Stato 2020.

Nel momento del primo incontro in presenza, rilanciamo sulle necessità di sicurezza della scuola e sugli investimenti indispensabili per la ripartenza di ben 8 milioni di studenti. Improvvisamente, guardando ai numeri si è resa evidente l’insufficienza di quanto si sia investito finora e di quanto pesi un punto percentuale di PIL: 17 miliardi di spesa in istruzione in meno rispetto alla media OCSE.

8 milioni di studenti hanno bisogno di scuola ed è urgente pensarci subito. Proponiamo, già nel decreto Rilancio, un investimento di almeno 4,5 miliardi per avviare un rientro in presenza e in sicurezza e, su queste basi, intendiamo proseguire la stagione di mobilitazione avviata, sostenendo e partecipando alle manifestazioni sulla scuola previste nei prossimi giorni.

Servono scelte immediate, non solo per la ripartenza, ma per la scuola che vogliamo.

È necessario un bilancio sulla didattica in tempi di pandemia, che risponda al bisogno di una didattica inclusiva. I lunghi mesi di chiusura hanno riaperto il dibattito sul modello educativo nel nostro Paese: molti hanno rispolverato una visione competitiva e meritocratica della scuola per cui la selezione dei migliori diventa l’operazione strategica, così risulta sufficiente distribuire i tablet e la connessione per dare abbastanza istruzione a tutti. È stato il mantra ministeriale di questa fase, ma pedagogisti, intellettuali, commentatori, e soprattutto, insegnanti, studenti e genitori hanno riscoperto il valore inclusivo della scuola della Costituzione e l’importanza della relazione educativa in presenza. Ci auguriamo che il Ministero e i decisori politici che dovranno programmare i prossimi mesi sappiano ascoltare e accogliere queste sollecitazioni.

Intanto alle studentesse e agli studenti, agli insegnanti, ai dirigenti e al personale ATA, va il nostro buon lavoro, certi che, come sempre, sapranno affrontare questo complicato momento con il consueto valore e spirito di collaborazione.

Leggi la notizia | Esami di Stato: tutte le informazioni per orientarsi

 

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Ferie del personale della scuola:

la situazione determinata dal COVID-19

non prevede limitazioni di fruibilità

In questi giorni continuiamo a ricevere richieste di chiarimenti relativi alla fruizione delle ferie da parte del personale della scuola, docente, educativo ed ATA. Questo avviene soprattutto in relazione al fatto che in alcune realtà si sta mettendo in atto una limitazione del periodo estivo entro cui prendersi le ferie (ad esempio, non oltre il 20 agosto).

Sul sito nazionale riportiamo - in maniera sintetica - le disposizioni che regolano la materia.

Leggi la nostra scheda.

 

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Scuola, mobilità annuale:

domande dal 13 al 24 luglio

Il personale della scuola (docente, educativo ed ATA) ha la possibilità di partecipare alla “mobilità annuale”, cioè di poter prestare servizio per un anno, in una scuola diversa da quella in cui si è titolari o assegnati da ambito territoriale, nella stessa o di altra provincia, senza modificare la propria sede di titolarità. Due gli istituti possibili: l’utilizzazione e l’assegnazione provvisoria.

Mercoledì 8 luglio è stato sottoscritto in via definitiva il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per il personale docente, educativo e ATA - triennio 2019-2022. Scarica il testo del CCNI.

L’incontro in remoto ha rappresentato l’occasione per chiarire anche i tempi e le modalità di attuazione che regoleranno la prossima mobilità annuale: il Capo Dipartimento dott. Bruschi, ha indicato nei termini dal 13 luglio al 24 luglio il periodo utile alla presentazione delle domande.

Nello speciale sarà presto disponibile la scheda di approfondimento dove viene riassunta la normativa e fornite utili informazioni e indicazioni per districarsi nella compilazione delle domande.

Continua a leggere la notizia

Speciale utilizzazioni e assegnazioni provvisorie

 

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Scuola, protocollo sicurezza e ripartenza:

i sindacati incontrano la Ministra Azzolina

Nella mattinata di giovedì 16 luglio si è svolto in video collegamento un breve incontro tra i sindacati e la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in merito alle norme di sicurezza anti-Covid da adottare per l’avvio del prossimo anno scolastico.

Al termine dell’incontro i cinque sindacati maggiormente rappresentativi della scuola hanno reso noto un comunicato unitario.

Il resoconto dettagliato con le posizioni emerse nel corso dell’incontro e il nostro commento è invece disponibile a questo indirizzo.

Venerdì mattina 17 luglio, gli stessi sindacati terranno una videoconferenza stampa sui principali nodi da sciogliere per l’inizio dell’anno scolastico: risorse economiche, distribuzione degli alunni per classe, organizzazione di orari e didattica, assunzioni dei precari. Sarà possibile seguire la conferenza stampa in diretta sulla nostra pagina Facebook e su www.flcgil.it.

 

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Scuola: il nostro fascicolo di

avvio anno scolastico 2020/2021

L’anno scolastico 2020/2021 parte tra molte e inedite difficoltà: la riapertura delle scuole in presenza, con l’incognita di una possibile nuova diffusione del contagio da Covid-19, rende problematiche le operazioni di avvio dell’anno scolastico.

Scarica il fascicolo

Certamente, come FLC CGIL, abbiamo più volte ribadito che riteniamo estremamente povero e diseguale il modello di didattica che si è dovuto realizzare a distanza durante i lunghi mesi di chiusura che hanno attraversato l’anno scolastico 2019/2020. Tantissimi studenti sono rimasti esclusi da qualsiasi forma di apprendimento scolastico, soprattutto i più deboli, coloro che per diversi motivi non ricevono supporto dall’ambiente familiare e territoriale, supporto economico, sociale o culturale; coloro che, in ragione della fascia d’età o delle diverse abilità, non sono in condizione di accedere agli strumenti informatici. Abbiamo sostenuto, pertanto, la necessità della scuola in presenza in condizioni di sicurezza.

Da subito abbiamo dato disponibilità, come è accaduto per gli esami di Stato, a confrontarci per individuare una cornice che servisse a tradurre nelle scuole le linee guida del CTS e abbiamo sottoscritto il protocollo d’intesa nazionale sulla sicurezza per garantire l’avvio dell’anno scolastico; il protocollo però non è un passepartout per riaprire le scuole, sono necessari ulteriori provvedimenti di legge ad hoc, di cui sollecitiamo l’urgente predisposizione, con un significativo cambio di rotta rispetto alle politiche di tagli che hanno attraversato la scuola.

Il nostro fascicolo di inizio anno si propone di fornire a docenti, dirigenti e personale ATA, che insieme danno forza alla comunità educante, un essenziale strumento di orientamento tra le principali novità normative che accompagneranno la scuola in questa fase complicata e difficile.

Come sempre, siamo al fianco dei lavoratori della scuola per sostenere una istituzione centrale per la tenuta democratica del nostro Paese, a tutela del diritto fondamentale all’istruzione, che la nostra Costituzione assegna al sistema scolastico.

Francesco Sinopoli

Segretario generale FLC CGIL

 

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Scuola: ancora troppi i problemi da risolvere,

prima di tutto le cattedre vuote

Sono tanti i provvedimenti che mancano, a pochi giorni dall’inizio della scuola, per assicurare il rientro in sicurezza e garantire il diritto allo studio e non si tratta solo di mascherine e di banchi monoposto, anche se ad oggi ne abbiamo disponibili solo 100.000 su 2.400.000.

Siamo davanti innanzitutto all’enorme problema dei posti vuoti, effetto anche dell’impuntatura del Ministro Azzolina, che non ha voluto assumere con procedura semplificata il personale con tre anni di servizio per poi procedere successivamente alla sua selezione e che in tal modo ha allontanato la possibilità di avere 32.000 posti docenti in più coperti a settembre.

Dai decreti pubblicati sui siti ufficiali degli uffici scolastici regionali emerge che le immissioni in ruolo, ad oggi, sono poco più di 22.000 su un contingente di 85.000, meno del 30% dunque di quanto autorizzato, mentre le richieste per la call veloce come era largamente previsto, superano di poco le 2.000 unità.

Il numero delle supplenze per quest’anno forse non arriverà a 250.000 come sostiene Azzolina, ma di sicuro raggiungerà l’altrettanto spaventosa cifra di 200.000 unità.

Sono necessari provvedimenti straordinari sugli organici, anche su quello ATA, che, vista l’esigenza di costante igienizzazione richiesta dalla pandemia, va profondamente rivisto assicurando in ognuno dei 42.000 plessi scolastici italiani, almeno 1 collaboratore scolastico in più.

Per i docenti dell’organico aggiuntivo bisogna eliminare la stortura che ne consente il licenziamento senza alcun indennizzo in caso di didattica a distanza e superare le norme che impediscono di convocare un supplente fin dal primo giorno di assenza del titolare (questa possibilità non deve valere solo per gli eventuali supplenti nominati per l’emergenza COVID).

Tantissime segreterie sono senza direttore dei servizi, il concorso per queste figure ha coperto solo 1.100 posti sui 3.378 disponibili. Va risolta questa annosa questione facendo subito il concorso riservato ai Facenti Funzioni DSGA con tre anni di incarico.

I numerosi errori contenuti nelle nuove graduatorie per le supplenze (GPS) stanno mettendo a dura prova la tenuta dell’intero sistema, anche per l’indisponibilità del MI a correggerli centralmente invece di scaricare quest’onere, in un periodo di per sé complicato, sugli uffici territoriali e sulle scuole.

Mancano le disposizioni per utilizzare i “lavoratori fragili” anche laddove emergesse l’esigenza di mettere in quarantena il personale. Il Ministero batta un colpo e concordi per via contrattuale questa materia, come da impegno preso nel protocollo sulla sicurezza del 6 agosto scorso.

Occorrono misure rapide ed efficaci e relazioni sindacali costanti e corrette. Se è vero che la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza è la priorità delle priorità per il Paese, serve un’assunzione di responsabilità da parte del governo nel suo complesso per affrontare e risolvere questi problemi aperti.

 

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La scuola riparte, ma è importante

non spegnere i riflettori sui suoi problemi

“Pur nell’estrema varietà delle situazioni delle nostre 8.094 scuole, la scuola riparte. C’è chi è in affanno e chi è pronto, chi ha già la mensa allestita per partire e chi invece dovrà aspettare, chi attende i banchi monoposto e chi ha dovuto usare la fantasia per riorganizzare, ma ogni scuola è tesa alla ripartenza. E tutto questo ci racconta del grande senso di responsabilità e dell’impegno straordinario dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, dei collaboratori scolastici, delle famiglie e naturalmente degli studenti, che hanno fatto davvero ogni sforzo per riuscire a riaprire in presenza”. Così Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, intervenendo il 14 settembre all’Assemblea generale della Cgil.

“Come FLC CGIL - aggiunge il dirigente sindacale - sentiamo di dover ringraziare la comunità educante se, in tempi così faticosi e pieni di paure, si dà avvio ad un anno scolastico seppur pieno di insidie e problemi ancora non risolti. La scuola riparte perché ha una forza intrinseca straordinaria, la consolidata capacità di resilienza di oltre 1 milione di donne e uomini che la amano, che per essa hanno passione e rispetto, e per essa lottano ogni giorno, contro ogni difficoltà. È stato così nei mesi del lockdown, quando la chiusura ha imposto lezioni a distanza e ha fatto smarrire relazioni umane decisive. La scuola si è risollevata e ha risposto come poteva, con le poche armi che aveva”.

“Già ad aprile avevamo indicato la strada per riaprire in presenza e in sicurezza - sottolinea Sinopoli - investimenti in personale, in edilizia scolastica, procedure straordinarie per coprire quanto più possibile i posti liberi di docenti e Ata. Come era nostro compito, abbiamo denunciato la vistosa perdita di tempo prezioso, l’incapacità di rispondere all’emergenza delle cattedre vuote con l’assunzione di personale in modalità semplificata. In tutti questi mesi abbiamo lavorato per risolvere problemi concreti come il Protocollo per lo svolgimento degli esami di maturità in presenza, il Protocollo del 6 agosto per la riapertura di settembre, la soluzione del problema dei lavoratori fragili. Più volte l’abbiamo ribadito: la pandemia cambierà l’Italia e la sua scuola, ma occorre una soggettività diversa, diversa da quella che ha parlato finora di riforme epocali ignorando il protagonismo di chi la scuola la fa. Invece abbiamo assistito ad un congelamento delle relazioni sindacali, fino alla disgustosa accusa di essere ‘sabotatori’”.

“Oggi, nel giorno in cui la scuola riparte facciamo in modo che non si spengano i riflettori su di essa - conclude Sinopoli - eliminazione della povertà educativa nel sud e nei territori deprivati, generalizzazione della scuola dell’infanzia, aumento del tempo scuola, fine delle classi pollaio, edilizia moderna, banda ultra larga per ogni scuola, collocazione di un assistente tecnico in ogni scuola del primo ciclo e di un collaboratore scolastico in più per ogni plesso del Paese, risoluzione del problema del precariato con un concorso ogni tre anni per tutte le figure professionali e il riconoscimento dei diritti acquisiti per chi ha lavorato per tre anni da supplente coerentemente con la normativa europea. Queste le basi del programma per una scuola che inveri l’articolo 3 della Costituzione e che sosterremo con le lotte a partire dalla giornata di mobilitazione di Priorità alla scuola del 26 settembreSenza scuola non ci sono diritti.

 

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Seminari sul lavoro ATA nell’emergenza sanitaria

e revisione dei profili

#ATAnews è una rassegna specificatamente dedicata dalla FLC CGIL nazionale al personale ATA. Propone periodicamente un riepilogo correlato alle notizie più significative, pubblicate sul sito nazionale per valorizzare la collocazione dei lavoratori ATA nella vertenza generale sulla professionalità e sul contratto. È un resoconto centrato sulle nostre attività politico-sindacali-legali e sui risultati ottenuti.

In questo numero ci soffermiamo con degli approndimenti sul ciclo di seminari di formazione svolti a fine luglio assieme ai lavoratori, ai dirigenti ARAN e a quelli del Comitato tecnico scientifico che, lo ricordiamo, supportano il Capo del Dipartimento della Protezione Civile nelle attività finalizzate al superamento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

 

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In piazza il 26 settembre per una

politica che promuova la scuola

Fare di istruzione e formazione temi centrali nelle scelte di investimento, a partire dalla destinazione delle risorse del recovery fund. Rinsaldare l’alleanza tra scuola e società, riconoscere al lavoro nella scuola dignità e giusto valore, anche al fine di rendere più attrattiva la professione del docente, garantire su tutto il territorio nazionale edifici scolastici sicuri e adeguati a una didattica innovativa, rimuovere alla radice le cause di un divario digitale legato a insufficienze nella dotazione di dispositivi e nella rete di connessione, supportare efficacemente le istituzioni scolastiche sotto il profilo dei presìdi igienico sanitari per consentire uno svolgimento in sicurezza delle attività didattiche, evitando il rischio di nuove chiusure.

Queste, insieme alla necessità che si completino nel più breve tempo possibile le nomine del personale docente e ATA - con le dovute garanzie di legittimità e riconoscimento di diritti lavorativi e sindacali - al fine di permettere un funzionamento a pieno regime delle scuole, sono le ragioni che hanno indotto FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams a essere presenti a Roma, in piazza del Popolo, sabato 26 settembre, insieme ad altre espressioni associative delle famiglie e del mondo scolastico, alla manifestazione indetta dal comitato “Priorità alla scuola”.

Mentre Governo e Parlamento si apprestano a compiere scelte importanti da cui dipendono le prospettive di rilancio della crescita del Paese, diventa più che mai urgente intervenire sui tanti nodi che attanagliano da anni la scuola italiana, resi ancor più evidenti e intricati dall’emergenza pandemica.  Nodi che restano purtroppo irrisolti in avvio del nuovo anno scolastico, essendosi rivelata del tutto insufficiente l’azione di governo, contrassegnata da incertezze e ritardi anche nella finalizzazione delle risorse stanziate per rafforzare le dotazioni organiche, insieme a una gestione del reclutamento segnata da limiti e contraddizioni evidenti, con grave pregiudizio della stabilità del lavoro.

Non è il momento di ricorrere ad azioni di sciopero in questa fase, nella quale l’impegno si indirizza soprattutto a favorire il ritorno in sicurezza alle attività in presenza. Questa la linea di comportamento seguita in questa circostanza, con la scelta di essere presenti alla manifestazione promuovendo la più larga partecipazione del personale scolastico. È invece il momento di fare scelte coraggiose per combattere disuguaglianze, dispersione, precarietà, destinando parte consistente dei fondi “Next Generation Ue” ai luoghi dove le “prossime generazioni” dovranno crescere e formarsi. Per questo i sindacati saranno in piazza il 26 settembre, dopo aver riunito online il giorno precedente i propri organismi dirigenti. Su questo chiedono che si apra da subito una fase di intenso confronto con l’Amministrazione e il Governo, mentre sollecitano l’avvio dei negoziati per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto nel 2018. È sulla base di ciò che saranno valutate le ulteriori mobilitazioni sindacali.

 

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